"Soggetti attivi nella rete si incontrano, in modo nuovo, per riflettere sulle sfide che internet lancia alla divulgazione scientifica, la produzione di conoscenza e l'Open Culture nel mondo accademico."

17 MAGGIO 2008

dalle 9.30 alle 17.00

SCUOLA POLITECNICA DI DESIGN

 

Tommaso Dorigo

by Gianandrea Giacoma

May 2, 2008, 12:53 am

Il decimo intervento sarà di Tommaso Dorigo.

Tommaso ha studiato Fisica a Padova, dove ha conseguito la laurea nel 1995 e il dottorato di ricerca nel 1999. Dopo due anni di post-doc presso Harvard University e’ tornato a Padova con borse di studio, assegni di ricerca, e dal 2005 un posto di Ricercatore INFN. Collabora dal 1992 con l’esperimento CDF al laboratorio Fermilab di Chicago, dove studia interazioni di alta energia fra protoni e antiprotoni, con particolare attenzione alla fisica del quark top e del bosone di Higgs. Dal 2001 Dorigo collabora anche con l’esperimento CMS al CERN di Ginevra, che iniziera’ a prendere dati quest’autunno. A parte la fisica, gli interessi principali di Dorigo sono l’astronomia amatoriale, gli scacchi, e la divulgazione scientifica, che cura attraverso un blog.

Titolo intervento:

Out of the ivory tower - fare divulgazione scientifica con un blog: opportunita’ e limiti

Trattero’ il tentativo che ormai molti ricercatori e scienziati portano avanti di fornire attraverso i blog una informazione scientifica corretta, accessibile a tutti, immediatamente fruibile e “sulla notizia”, partendo dalla mia esperienza personale. Riflettero’ sulle difficolta’, i limiti e le opportunita’ di questo approccio con alcuni aneddoti relativi alla divulgazione di notizie riguardanti il mio campo di ricerca, la fisica delle particelle.

Tommaso, non potendo essere fisicamente all’evento, proporrà un intervento video e cercherà di rendersi disponibile, per rispondere ad alcune domande, in streaming audio-video.

Francesca Valsecchi

by Gianandrea Giacoma

April 30, 2008, 3:27 am

Il nono intervento sarà di Francesca Valsecchi.

Francesca è Laureata in Design della Comunicazione presso il Politecnico di Milano, nel percorso formativo orientato ai beni culturali: ha approfondito il valore della comunicazione visiva e delle tecnologie per la comunicazione come risorse strumentali utili ai patrimoni locali e a supporto della gestione dell’informazione e dell’accesso ad essa. Attualmente studente del corso di dottorato in Disegno Industriale e Comunicazione Multimediale del Politecnico di Milano sta sviluppando una tesi sul valore delle relazioni di scambio della conoscenza e degli strumenti che le facilitano nei processi di tipo creativo. Nell’attività di ricerca che conduce si occupa di tecnologie della comunicazione e dei processi di organizzazione e partecipazione comunitaria ad esse relazionati.
Questo percorso intreccia il lavoro accademico con l’esperienza personale di attivismo sul fronte dei diritti digitali e delle tecnologie libere; questo l’ha portata negli anni ad approfondire l’esperienza di comunità tramite percorsi di studio e la pratica di alcuni progetti indipendenti in rete, orientati ad una riflessione critica e radicale su saperi e tecnologie. Partecipa al progetto Ippolita (server di progettazione e servizi di scrittura collettiva ).
Presso il Politecnico di Milano è Cultore della Materia al laboratorio di sintesi finale Density (comunicazione visiva e information visualization per i sistemi complessi), al corso semestrale Materiali e tecnologie ICT per il design, e al laboratorio di sintesi finale servizi digitali e reti collaborative. Docente al Naba del modulo semestrale “Tecniche e pratiche della comunicazione indipendente”, all’intero del corso Metodologia progettuale 3 Scuola di Media Design.
Studio, sogna e si avvicina all’Asia e al cinese, che studia da tre anni.

Il titolo dell’Intervento:

Condivisione della conoscenza come competenza progettuale

Un indagine nel mondo del design, alla ricerca di pratiche e risorse di conoscenza bottom-up.

… e se la creatività diffusa che emerge con gli strumenti di scambio in rete fosse utile anche nella creatività professionale? ” con questa domanda è iniziata la mia ricerca.
Da designer, mi sono interrogata sui bisogni e i processi conoscitivi tipici della mia disciplina, creativa, naturalmente cooperativa, e profondamente legata alla conoscenza tacita e alle forme più relazionali e sociali di “sapere”. Da tecnofila hacker ho cercato di capire come il modello di conoscenza della rete e gli strumenti che lo supportano possano trovare un ruolo nelle attività quotidiane di accesso ed elaborazione della conoscenza, creando spazi ibridi per il sapere.
Segue la presentazione dell’indagine etnografica in corso in una serie di contesti di design, studi di progetto e aziende per scoprire le risorse condivise dei designer, i processi di lavoro aperti, cosa studiano, come catturano e valorizzano l’esperienza nel tempo. Qui nasce la domanda tecnologica: come e perchè sviluppare strumenti ICT a supporto di questi processi conoscitivi? dietro la quale c’è una domanda più generale: cosa c’entra la rete con il nostro quotidiano?

Paolo Guglielmoni

by Gianandrea Giacoma

April 29, 2008, 9:07 am

L’ottavo intervento sarà di Paolo Guglielmoni.

Paolo dopo la laurea in filosofia presso l’Università Cattolica di Milano diventa Scholar in Philosophy presso l’Università di York e soprattutto presso l’Università di Cambridge. Nel dipartimento di filosofia del King’s College vede come oltremanica coniugano internet e cultura. È il colpo di fulmine. Tornato in Italia decide di entrare nel reparto creativo di Leo Burnett Italia, dove tuttora sono ricoverato con la diagnosi di Creative Supervisor. Si dà al multitasking intellettuale: lavora in Leo Burnett Londra, a Los Angeles, a Berlino, a CapeTown. Pubblica introduzioni a opere filosofiche per Bompiani e saggi su tematiche underground, poi scrive un cortometraggio per SkyCinemaAutore e si mette a studiare e praticare Yoga. Mai domo, nel mentre che pratica, come dice lui “il suo sport preferito, l’insoddisfazione” incontra Gloria, sua moglie e madre di suo figlio Gioele.

Titolo dell’intervento:

La Cultura come virus

Il virus agisce con la dinamica del contagio.
Il marketing ne ha preso spunto per battezzare “virale” quel singolare passa parola che si crea di fronte ad un’idea potente.
Del viral marketing la divulgazione culturale e la cosiddetta “accademia” hanno solo cambiato il nome, mutandolo in “meme”, sulla scorta di Richard Dawkins.
Quello che auspico è che la cultura accademica, oltre al nome, ne assimili pure la dinamica di funzionamento e le tecniche.
In fondo, la cultura non è del tutto estranea al marketing.
Secoli fa, la Chiesa cattolica, senza sapere che si chiamasse così, inventò il marketing: utilizzò dinamiche e tecniche di “Brand Image” (basti pensare all’arte sacra medievale e della Controriforma) per rendere più efficace la propria opera di evangelizzazione.
Più recentemente, in California, Sheila Clover della Circle of Seven Productions ha coniato il termine “Book Trailer”: in pratica ha applicato il meccanismo del trailer cinematografico al mercato editoriale, con ottimi risultati. In Italia il book trailer ha attecchito, e alcuni editori già lo utilizzano su youtube. Il contagio è in atto?

Paolo Massa

by Gianandrea Giacoma

April 28, 2008, 3:44 am

Il settimo intervento sarà di Paolo Massa.

Paolo Massa e’ ricercatore presso l’Istituto Ricerca Scientifica e Tecnologica della Fondazione Bruno Kessler di Trento. Ha da poco conseguito il titolo di dottore di ricerca in Information and Communication Technologies con una tesi su “Trust-aware Recommender Systems”. Attualmente fa parte di un gruppo di ricerca sui temi del social networking (SoNet), il cui primo obiettivo e’ quello di introdurre strumenti Web2.0 all’interno del suo istituto di ricerca (~380 persone) per poi muoversi verso altri mirabolanti
traguardi (?!?).

Titolo intervento:

Quanto e’ felice un ricercatore di conoscere l’esistenza di Yet Another Social Network?

Dopo aver brevemente delineato cosa fa un ricercatore durante una giornata tipo, mi soffermero’ sull’analisi del perche’ la partecipazione in un social network scientifico (ad oggi e per la maggior parte dei ricercatori) non rientra tra le attivita’ percepite come prioritarie e quindi del perche’ un campo come la ricerca scientifica e la creazione di nuova conoscenza sia cosi’ impermeabile a strumenti che sembrerebbero fatti apposta per questo contesto. Seguira’ una rassegna dei principali social network scientifici del momento e dei loro pregi e difetti dal punto di vista di un ricercatore.
Concludero’ la presentazione con alcuni spunti sui modi in cui questo scenario andra’ a cambiare in futuro e su come possa essere possibile coinvolgere ricercatori in un eventuale nuovo e fantasmagorico servizio di social networking.

Federico Bo

by Gianandrea Giacoma

April 26, 2008, 12:23 pm

Il sesto intervento sarà di Federico Bo.

Federico è un ingegnere informatico. Esploratore della conoscenza, ama le contaminazioni interdisciplinari e gli ibridi scientifico-umanistici. Attualmente indaga sulle tecnologie, le filosofie e le dinamiche del Web 2.0.

Titolo dell’intervento:

Ipotesi per un’Università 2.0

E’ possibile utilizzare realmente ed in maniera intelligente  gli strumenti del Web 2.0 (blog, wiki, pod/videocasting, RSS, social networking) all’interno del mondo universitario?

Bonaria Biancu

by Gianandrea Giacoma

April 24, 2008, 3:33 pm

Il quinto intervento sarà di Bonaria Biancu.

Dopo la laurea in filosofia, si è formata professionalmente in agenzie di Web design e in aziende di ambito editoriale. Dal 2003 lavora nelle biblioteche, occupandosi di tecnologie Web, risorse elettroniche, archivi aperti. La sue attuali mansioni, nella Biblioteca dell’Università di Milano-Bicocca, sono legate alla gestione delle risorse elettroniche e della presenza online della Biblioteca.
Nel febbraio 2006 crea “The Geek Librarian”, un blog di argomenti biblioteconomici e tecnologici, punto di incontro di bibliotecari, informatici, ricercatori, giornalisti e semplici appassionati.
Tiene corsi su Web 2.0, Library 2.0 e metadati per le risorse digitali e ha partecipato a numerosi convegni e seminari. Collabora con la rivista “Pc Professionale”, dove pubblica articoli su tematiche 2.0.

Titolo dell’intervento:

L’accesso aperto e le Università

Come restituire impatto e visibilità alla ricerca scientifica facendo al contempo risparmiare soldi alle istituzioni pubbliche.

L’Open Access è un movimento internazionale volto a favorire l’accesso aperto ai prodotti della ricerca scientifica (articoli, saggi, pre-print e post-print, rapporti, tesi di dottorato etc.) attraverso la costituzione di depositi istituzionali e disciplinari. Basato su solidi protocolli tecnici improntati all’interoperabilità e al riutilizzo delle informazioni, l’Open Access si impone come uno dei temi più importanti del dibattito scientifico, capace di incidere profondamente a livello politico, culturale e sociale. Sulla scia della Dichiarazione di Berlino (cui è seguita, nel nostro Paese, quella di Messina) anche le università italiane hanno cominciato a creare archivi aperti finalizzati a raccogliere la produzione intellettuale dei docenti e dei ricercatori da esse finanziati. In generale, però, l’accesso aperto non gode ancora di piena affermazione e vi è pertanto bisogno di una forte presa di coscienza degli autori e degli enti finanziatori affinché l’impatto dei prodotti della ricerca non venga limitato da logiche che nulla hanno a che fare con la produzione scientifica e l’arricchimento della conoscenza.

Sci(bzaar)net

by Gianandrea Giacoma

April 22, 2008, 4:48 pm

Si … il nome definitivo dell’evento è Sci(bzaar)net e il suo url definitivo è sci.bzaar.net.

Per il resto tutto prosegue perfettamente. :)

 

David Orban

by Gianandrea Giacoma

April 21, 2008, 1:13 am

Il quarto intervento sarà di David Orban.

Founder & Chief Evangelist at WideTag, Inc. (OpenSpime)
Founder at Vulcano
Founding Member at Lunarez

Futurist, alert analyst of the global high technology landscape, with broad experience in structuring virtual subsidiary deals for companies penetrating the EU, and EMEA markets. Deep understanding of the needs and mechanics of both product marketing, sales development, localization, and globalization.

Titolo Intervento:

Quale diffusione ai sistemi aperti? Dall’Open Software, all’Open
Science e all’Open Democracy

Come riusciamo a risolvere i problemi che affrontiamo? Al cambiamento
dei problemi, generati da sistemi progressivamente più complessi,
assistiamo all’evoluzione di approcci nuovi. I recenti approcci Open
hanno dimostrato una grande capacità di adattamento a diversi campi e
promettono di abbracciarne di nuovi ancora.

Massimo Menichinelli

by Gianandrea Giacoma

April 20, 2008, 8:20 am

Terzo intervento sarà di Massimo Menichinelli.

Massimo, designer, studia e fa ricerca tra Milano (Politecnico di Milano) e Barcellona (Elisava) product design, service design e web design. Esperto delle modalità con cui il design dei servizi, ispirandosi ai fenomeni del software Free Software, Open Source e Peer-to-Peer può essere utile in interventi mirati a comunità locali per favorire la loro auto-organizzazione e il miglioramento delle condizioni locali.

Oltre alla professione di designer, svolge una ricerca continua attraverso pubblicazioni ed il ruolo di cultore della materia nel Politecnico di Milano, Facoltà del Design dove tiene lezioni sul legame design-territorio-comunità-complessità per prodotti e servizi collaborativi.

Va un rigraziamento particolare a Massimo che ha sviluppato il sito di Sci(bzaar)net.

Titolo intervento:

Open Culture -> Open Systems Culture

Il movimento Open Culture ha dimostrato di essere una delle più importanti innovazioni non solo tecnologiche ma anche sociali degli ultimi anni. Diffondendo pratiche aperte e paritarie di produzione e condivisione della conoscenza dall’informatica ad altri contesti e discipline, dimostra la propria validità come approccio ad una società della conoscenza sempre più complessa e interconnessa.
Questo successo è dovuto alla sua capacità di relazionarsi a veri e propri sistemi sociali complessi, facilitandone lo sviluppo nell’affrontare problemi complessi attraverso la propria complessità intrinseca ed auto-organizzazione. Una innovazione sociale quindi che configura ogni progetto/attività/ricerca non come processo orientato ad un singolo risultato finito, ma come la facilitazione di un sistema sociale in grado di elaborare più risultati autonomamente ed in grado di svilupparsi nel tempo.
Il passaggio dal singolo utente alla comunità, dal risultato finito al processo collettivo, rende la Open Culture un approccio promettente per la comprensione, lo sviluppo e la diffusione di una cultura sistemica e della complessità, portando con sé strumenti e pratiche già utilizzabili in molti ambiti. Per capire però come questi possano essere utilizzati, anche in ambito scientifico, bisogna prima comprendere quali cambiamenti e domande l’Open Culture introduca nella sfera dell’economia, dell’organizzazione, del progetto e della ricerca.

Federico Fasce - Kurai

by Gianandrea Giacoma

April 18, 2008, 2:28 am

Secondo Speaker e secondo intervento, Federico Fasce aka Kurai.

Federico è nato a Genova nel 1975. Dopo aver trascorso un lungo
periodo come game designer all’interno di due software house, ha
spostato i suoi interessi verso internet, con particolare attenzione
all’impatto della rete sulla società. Oggi lavora come consulente e
collabora con alcune aziende in ambito web. Tiene una rubrica su
Apogeonline, nella quale riporta le conversazioni che giorno per
giorno animano la rete italiana.

Titolo intervento:

Blogger d’assalto e divulgazione scientifica

Attraverso l’esperienza di “Blogger d’assalto“, evento organizzato
nell’ambito del Festival della Scienza, alcune riflessioni sulla
divulgazione scientifica e sull’uso della rete per comunicare il mondo
della ricerca. Quali sono le opportunità che la rete offre alla
scienza? Cosa ha funzionato e su cosa è necessario ragionare ancora?