"Soggetti attivi nella rete si incontrano, in modo nuovo, per riflettere sulle sfide che internet lancia alla divulgazione scientifica, la produzione di conoscenza e l'Open Culture nel mondo accademico."
Quanto e’ felice un ricercatore di conoscere l’esistenza di Yet Another Social Network?
Dopo aver brevemente delineato cosa fa un ricercatore durante una giornata tipo, mi soffermero’ sull’analisi del perche’ la partecipazione in un social network scientifico (ad oggi e per la maggior parte dei ricercatori) non rientra tra le attivita’ percepite come prioritarie e quindi del perche’ un campo come la ricerca scientifica e la creazione di nuova conoscenza sia cosi’ impermeabile a strumenti che sembrerebbero fatti apposta per questo contesto. Seguira’ una rassegna dei principali social network scientifici del momento e dei loro pregi e difetti dal punto di vista di un ricercatore.
Concludero’ la presentazione con alcuni spunti sui modi in cui questo scenario andra’ a cambiare in futuro e su come possa essere possibile coinvolgere ricercatori in un eventuale nuovo e fantasmagorico servizio di social networking.
E’ possibile utilizzare realmente ed in maniera intelligente gli strumenti del Web 2.0 (blog, wiki, pod/videocasting, RSS, social networking) all’interno del mondo universitario?
Come restituire impatto e visibilità alla ricerca scientifica facendo al contempo risparmiare soldi alle istituzioni pubbliche.
L’Open Access è un movimento internazionale volto a favorire l’accesso aperto ai prodotti della ricerca scientifica (articoli, saggi, pre-print e post-print, rapporti, tesi di dottorato etc.) attraverso la costituzione di depositi istituzionali e disciplinari. Basato su solidi protocolli tecnici improntati all’interoperabilità e al riutilizzo delle informazioni, l’Open Access si impone come uno dei temi più importanti del dibattito scientifico, capace di incidere profondamente a livello politico, culturale e sociale. Sulla scia della Dichiarazione di Berlino (cui è seguita, nel nostro Paese, quella di Messina) anche le università italiane hanno cominciato a creare archivi aperti finalizzati a raccogliere la produzione intellettuale dei docenti e dei ricercatori da esse finanziati. In generale, però, l’accesso aperto non gode ancora di piena affermazione e vi è pertanto bisogno di una forte presa di coscienza degli autori e degli enti finanziatori affinché l’impatto dei prodotti della ricerca non venga limitato da logiche che nulla hanno a che fare con la produzione scientifica e l’arricchimento della conoscenza.
Quale diffusione ai sistemi aperti? Dall’Open Software, all’Open
Science e all’Open Democracy
Come riusciamo a risolvere i problemi che affrontiamo? Al cambiamento
dei problemi, generati da sistemi progressivamente più complessi,
assistiamo all’evoluzione di approcci nuovi. I recenti approcci Open
hanno dimostrato una grande capacità di adattamento a diversi campi e
promettono di abbracciarne di nuovi ancora.
Il movimento Open Culture ha dimostrato di essere una delle più importanti innovazioni non solo tecnologiche ma anche sociali degli ultimi anni. Diffondendo pratiche aperte e paritarie di produzione e condivisione della conoscenza dall’informatica ad altri contesti e discipline, dimostra la propria validità come approccio ad una società della conoscenza sempre più complessa e interconnessa.
Questo successo è dovuto alla sua capacità di relazionarsi a veri e propri sistemi sociali complessi, facilitandone lo sviluppo nell’affrontare problemi complessi attraverso la propria complessità intrinseca ed auto-organizzazione. Una innovazione sociale quindi che configura ogni progetto/attività/ricerca non come processo orientato ad un singolo risultato finito, ma come la facilitazione di un sistema sociale in grado di elaborare più risultati autonomamente ed in grado di svilupparsi nel tempo.
Il passaggio dal singolo utente alla comunità, dal risultato finito al processo collettivo, rende la Open Culture un approccio promettente per la comprensione, lo sviluppo e la diffusione di una cultura sistemica e della complessità, portando con sé strumenti e pratiche già utilizzabili in molti ambiti. Per capire però come questi possano essere utilizzati, anche in ambito scientifico, bisogna prima comprendere quali cambiamenti e domande l’Open Culture introduca nella sfera dell’economia, dell’organizzazione, del progetto e della ricerca.
Attraverso l’esperienza di “Blogger d’assalto“, evento organizzato
nell’ambito del Festival della Scienza, alcune riflessioni sulla
divulgazione scientifica e sull’uso della rete per comunicare il mondo
della ricerca. Quali sono le opportunità che la rete offre alla
scienza? Cosa ha funzionato e su cosa è necessario ragionare ancora?
Titolo intervento: Network informali e ricerca scientifica: dogma shifting?
L’integrazione e la condivisione dei processi di ricerca appaiono dientro l’angolo, supportati da soluzioni tecnologiche (dalla moltitudine di applicazioni cscw a sistemi di telepresenza) e da interventi comunitari strutturali. Ma in un contesto multi-approccio, quale la ricerca sulla Presenza, i conflitti ed i confini dei diversi paradigmi e backgropund teorici richiedono una negoziazione continua di definizioni, standard e protocolli. Vedremo come l’interazione tra pubblico, strutture formali e network informali si rifletta sulla ricerca scientifica, a partire dall’esperienza del consorzio PEACH.
Proseguono i contributi video al blog di Sci(bzaar)net.
Questo secondo contributo è di Tommaso Dorigo che è anche uno dei 15 Speakers ma che, con grande generosità e voglia di mettersi in gioco, ha donato anche al blog una ulteriore riflessione video.
Si parla tanto di partecipazione, di collaborazione, di gratuità del Web 2.0, di una nuova cultura di interazione e di economia del dono. Bene, ringrazio Tommaso per questa concreta disponibilità che vale più di mille parole.
Orizzontalità dei Blogs scientifici e divulgazione
Tommaso Dorigo riflette sulla sua esperienza di blogger scientifico e di come lo stile, la modalità e i canali di comunicazione orizzontali tipici dei blogs possano rivelarsi molto utili per per migliorare la divulgazione e la parteciapzione critica dei lettori.
Sci(bzaar)net è un evento a numero chiuso off line, per evitare la dispersione, ma aperto on line sul blog per contributi video sui 3 temi.
I 15 interventi che si svolgeranno durante l’evento verranno ripresi e messi sul sito, ma seguendo la logica che l’on line amplifica e arricchisce l’off line, prima e dopo il 17, sul blog di Sci(bzaar)net, c’è e ci sarà l’opportunità di dare il proprio contributo.
Il primo contributo video di questo genere è di Andrea Gaggioli e che sarà presente di persona all’evento e felice di mettersi in gioco per riflettere insieme al gruppo.
Andrea si è laureato in psicologia sperimentale all’Università di Bologna. Dopo una collaborazione con il Competence Center for Virtual Reality dell’Istituto Fraunhofer di Stoccarda, si è trasferito a Milano, dove ha conseguito il dottorato di ricerca. Attualmente è ricercatore presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano e presso l’Istituto Auxologico Italiano. E’ socio fondatore della Società Italiana di Psicologia Positiva e dell’associazione Prorinnovabili, un’organizzazione no-profit che promuove la diffusione delle energie rinnovabili.
Il suo principale obiettivo è sviluppare la Tecnologia Positiva, un’area di ricerca che studia come usare i nuovi media interattivi per l’empowerment e il benessere delle persone e dei gruppi. In particolare, la Tecnologia Positiva esplora come le tecnologie del web sociale possono essere utilizzate per creare delle soluzioni a problemi in campo ecologico, sanitario, assistenziale e per migliorare i processi di innovazione nelle imprese e nelle istituzioni.
La Tecnologia Positiva è basata sull’idea che le persone sono motivate ad agire cooperativamente per migliorare il proprio benessere e quello degli altri, se hanno a disposizione gli strumenti appropriati per farlo. Il ruolo della Tecnologia Positiva è quello di progettare e sviluppare questi strumenti, combinando i risultati della ricerca scientifica in campo psicologico e sociale con la creatività e l’innovazione tecnologica.
Open*Genius: Strumenti per una scienza libera
Le nuove tecnologie partecipative possono trasformare radicalmente la ricerca scientifica. Strumenti emergenti quali il crowdsourcing e il crowdfunding possono contribuire a rendendere la scienza un’impresa più aperta, trasparente e democratica. Questo intervento video esplora questi strumenti e introduce Open*Genius, una piattaforma 2.0 per aiutare i ricercatori a trovare le risorse economiche per realizzare i propri progetti.