"Soggetti attivi nella rete si incontrano, in modo nuovo, per riflettere sulle sfide che internet lancia alla divulgazione scientifica, la produzione di conoscenza e l'Open Culture nel mondo accademico."
Alla ricerca di un nuovo Leonardo, ovvero del mito dell’onniscienza. Quel Leonardo padroneggia le discipline, pensa, mette in pratica, realizza, industrializza. Quel Leonardo possiede tutte le risorse, è il vertice della piramide, è il grande capitano d’industria che fa le fortune di un’azienda. Approccio top-down. Ma oggi il ritmo si è fatto serrato come un torrente vorticoso e quel Leonardo non esiste più. Il nuovo Leonardo emerge dal basso, integrando i contributi di conoscenza di nodi anche molto distanti tra di loro. Questo Leonardo non è uno. Questo Leonardo è distribuito, è disperso, è molti.
L’intervento di Davide Casali aka Folletto Malefico.
Paralipomeni dell’Oggettivazione Sociale
“Secondo Moscovici, quando le persone si devono confrontare con strutture teoriche complesse o con novità, tentano di dare loro un senso trasformando idee astratte in immagini concrete e tentando di incorporare la nuova conoscenza in strutture già familiari.” – Xenia Chryssochoou
La socialità e le reti così create sono il vero vettore di comunicazione dei concetti. Un possibile approccio per capirne le cause a monte è quello di utilizzare una parte della teoria delle rappresentazioni sociali di Moscovici: l’oggettivazione.
Nonostante il diffondersi dei nuovi media, la divulgazione scientifica continua ad essere sostanzialmente mono-mediale, legata a doppio filo alla cultura alfabetica e ai meccanismi del cartaceo.
Uno sguardo alla piattaforma Semantic Mediawiki e alle tecnologie del Semantic Web
Il mondo della Ricerca e Sviluppo, riconducibile sia a quegli enti storici quali Universita’ e strutture affini, sia a tutte quelle presenze private o regionali, facente parte delle tipiche organizzazioni italiane quali i distretti tecnologici, ha avuto negli ultimi anni una crescita davvero notevole, ed una pur notevole frammentazione.
Nella Societa’ della Conoscenza questo mondo gioca un ruolo fondamentale: occorre capire come poterlo inquadrare al meglio e come poterlo facilitare ad entrare nella Societa’ della Conoscenza, consigliando direzioni e fornendo strumenti adeguati.
Tecnologie che abilitano nuovi modi di gestire i dati e di rapportarsi con il Web stesso nelle sue forme future, come il Semantic Web abbinate a piattaforme evolute come il Semantic Mediawiki, possono giocare un ruolo di primo piano nell’avvicinare e nel dare il la’ a tutto questo potenziale istituzionale e non.
Senza un grosso dispendio di energie e di risorse a livello di startup, che sono un classico collo di bottiglia, e senza re-inventare la ruota, si possono applicare delle logiche tipiche dell’intelligenza collettiva che
sta costruendo anche Wikipedia, assieme ad uno strumento tanto versatile quale e’ il Semantic Mediawiki.
Nel contesto del progetto di Fullout, un interessante caso studio dal quale partire verso direzioni inesplorate.
Out of the ivory tower – fare divulgazione scientifica con un blog: opportunita’ e limiti
Trattero’ il tentativo che ormai molti ricercatori e scienziati portano avanti di fornire attraverso i blog una informazione scientifica corretta, accessibile a tutti, immediatamente fruibile e “sulla notizia”, partendo dalla mia esperienza personale. Riflettero’ sulle difficolta’, i limiti e le opportunita’ di questo approccio con alcuni aneddoti relativi alla divulgazione di notizie riguardanti il mio campo di ricerca, la fisica delle particelle.
Condivisione della conoscenza come competenza progettuale
Un indagine nel mondo del design, alla ricerca di pratiche e risorse di conoscenza bottom-up.
” … e se la creatività diffusa che emerge con gli strumenti di scambio in rete fosse utile anche nella creatività professionale? ” con questa domanda è iniziata la mia ricerca.
Da designer, mi sono interrogata sui bisogni e i processi conoscitivi tipici della mia disciplina, creativa, naturalmente cooperativa, e profondamente legata alla conoscenza tacita e alle forme più relazionali e sociali di “sapere”. Da tecnofila hacker ho cercato di capire come il modello di conoscenza della rete e gli strumenti che lo supportano possano trovare un ruolo nelle attività quotidiane di accesso ed elaborazione della conoscenza, creando spazi ibridi per il sapere.
Segue la presentazione dell’indagine etnografica in corso in una serie di contesti di design, studi di progetto e aziende per scoprire le risorse condivise dei designer, i processi di lavoro aperti, cosa studiano, come catturano e valorizzano l’esperienza nel tempo. Qui nasce la domanda tecnologica: come e perchè sviluppare strumenti ICT a supporto di questi processi conoscitivi? dietro la quale c’è una domanda più generale: cosa c’entra la rete con il nostro quotidiano?
Il virus agisce con la dinamica del contagio.
Il marketing ne ha preso spunto per battezzare “virale” quel singolare passa parola che si crea di fronte ad un’idea potente.
Del viral marketing la divulgazione culturale e la cosiddetta “accademia” hanno solo cambiato il nome, mutandolo in “meme”, sulla scorta di Richard Dawkins.
Quello che auspico è che la cultura accademica, oltre al nome, ne assimili pure la dinamica di funzionamento e le tecniche.
In fondo, la cultura non è del tutto estranea al marketing.
Secoli fa, la Chiesa cattolica, senza sapere che si chiamasse così, inventò il marketing: utilizzò dinamiche e tecniche di “Brand Image” (basti pensare all’arte sacra medievale e della Controriforma) per rendere più efficace la propria opera di evangelizzazione.
Più recentemente, in California, Sheila Clover della Circle of Seven Productions ha coniato il termine “Book Trailer”: in pratica ha applicato il meccanismo del trailer cinematografico al mercato editoriale, con ottimi risultati. In Italia il book trailer ha attecchito, e alcuni editori già lo utilizzano su youtube. Il contagio è in atto?