May 26
L’intervento di Davide Casali aka Folletto Malefico.
Paralipomeni dell’Oggettivazione Sociale
“Secondo Moscovici, quando le persone si devono confrontare con strutture teoriche complesse o con novità, tentano di dare loro un senso trasformando idee astratte in immagini concrete e tentando di incorporare la nuova conoscenza in strutture già familiari.” - Xenia Chryssochoou
La socialità e le reti così create sono il vero vettore di comunicazione dei concetti. Un possibile approccio per capirne le cause a monte è quello di utilizzare una parte della teoria delle rappresentazioni sociali di Moscovici: l’oggettivazione.
Il blog di Davide.
May 26
L’intervento di Matteo Brunati.
Uno sguardo alla piattaforma Semantic Mediawiki e alle tecnologie del Semantic Web
Il mondo della Ricerca e Sviluppo, riconducibile sia a quegli enti storici quali Universita’ e strutture affini, sia a tutte quelle presenze private o regionali, facente parte delle tipiche organizzazioni italiane quali i distretti tecnologici, ha avuto negli ultimi anni una crescita davvero notevole, ed una pur notevole frammentazione.
Nella Societa’ della Conoscenza questo mondo gioca un ruolo fondamentale: occorre capire come poterlo inquadrare al meglio e come poterlo facilitare ad entrare nella Societa’ della Conoscenza, consigliando direzioni e fornendo strumenti adeguati.
Tecnologie che abilitano nuovi modi di gestire i dati e di rapportarsi con il Web stesso nelle sue forme future, come il Semantic Web abbinate a piattaforme evolute come il Semantic Mediawiki, possono giocare un ruolo di primo piano nell’avvicinare e nel dare il la’ a tutto questo potenziale istituzionale e non.
Senza un grosso dispendio di energie e di risorse a livello di startup, che sono un classico collo di bottiglia, e senza re-inventare la ruota, si possono applicare delle logiche tipiche dell’intelligenza collettiva che
sta costruendo anche Wikipedia, assieme ad uno strumento tanto versatile quale e’ il Semantic Mediawiki.
Nel contesto del progetto di Fullout, un interessante caso studio dal quale partire verso direzioni inesplorate.
Il blog di Matteo.
May 26
L’intervento di Francesca Valsecchi.
Condivisione della conoscenza come competenza progettuale
Un indagine nel mondo del design, alla ricerca di pratiche e risorse di conoscenza bottom-up.
” … e se la creatività diffusa che emerge con gli strumenti di scambio in rete fosse utile anche nella creatività professionale? ” con questa domanda è iniziata la mia ricerca.
Da designer, mi sono interrogata sui bisogni e i processi conoscitivi tipici della mia disciplina, creativa, naturalmente cooperativa, e profondamente legata alla conoscenza tacita e alle forme più relazionali e sociali di “sapere”. Da tecnofila hacker ho cercato di capire come il modello di conoscenza della rete e gli strumenti che lo supportano possano trovare un ruolo nelle attività quotidiane di accesso ed elaborazione della conoscenza, creando spazi ibridi per il sapere.
Segue la presentazione dell’indagine etnografica in corso in una serie di contesti di design, studi di progetto e aziende per scoprire le risorse condivise dei designer, i processi di lavoro aperti, cosa studiano, come catturano e valorizzano l’esperienza nel tempo. Qui nasce la domanda tecnologica: come e perchè sviluppare strumenti ICT a supporto di questi processi conoscitivi? dietro la quale c’è una domanda più generale: cosa c’entra la rete con il nostro quotidiano?
Sito di Francesca.
May 26
Intervento di Paolo Massa.
Quanto e’ felice un ricercatore di conoscere l’esistenza di Yet Another Social Network?
Dopo aver brevemente delineato cosa fa un ricercatore durante una giornata tipo, mi soffermero’ sull’analisi del perche’ la partecipazione in un social network scientifico (ad oggi e per la maggior parte dei ricercatori) non rientra tra le attivita’ percepite come prioritarie e quindi del perche’ un campo come la ricerca scientifica e la creazione di nuova conoscenza sia cosi’ impermeabile a strumenti che sembrerebbero fatti apposta per questo contesto. Seguira’ una rassegna dei principali social network scientifici del momento e dei loro pregi e difetti dal punto di vista di un ricercatore.
Concludero’ la presentazione con alcuni spunti sui modi in cui questo scenario andra’ a cambiare in futuro e su come possa essere possibile coinvolgere ricercatori in un eventuale nuovo e fantasmagorico servizio di social networking.
Il blog di Paolo.
May 26
L’intervento di Federico Bo.
Ipotesi per un’Università 2.0
E’ possibile utilizzare realmente ed in maniera intelligente gli strumenti del Web 2.0 (blog, wiki, pod/videocasting, RSS, social networking) all’interno del mondo universitario?
Il blog di Federico
May 22
L’intervento di Bonaria Biancu.
L’accesso aperto e le Università
Come restituire impatto e visibilità alla ricerca scientifica facendo al contempo risparmiare soldi alle istituzioni pubbliche.
L’Open Access è un movimento internazionale volto a favorire l’accesso aperto ai prodotti della ricerca scientifica (articoli, saggi, pre-print e post-print, rapporti, tesi di dottorato etc.) attraverso la costituzione di depositi istituzionali e disciplinari. Basato su solidi protocolli tecnici improntati all’interoperabilità e al riutilizzo delle informazioni, l’Open Access si impone come uno dei temi più importanti del dibattito scientifico, capace di incidere profondamente a livello politico, culturale e sociale. Sulla scia della Dichiarazione di Berlino (cui è seguita, nel nostro Paese, quella di Messina) anche le università italiane hanno cominciato a creare archivi aperti finalizzati a raccogliere la produzione intellettuale dei docenti e dei ricercatori da esse finanziati. In generale, però, l’accesso aperto non gode ancora di piena affermazione e vi è pertanto bisogno di una forte presa di coscienza degli autori e degli enti finanziatori affinché l’impatto dei prodotti della ricerca non venga limitato da logiche che nulla hanno a che fare con la produzione scientifica e l’arricchimento della conoscenza.
Il blog di Bonaria.
May 22
L’intervento di David Orban.
Quale diffusione ai sistemi aperti? Dall’Open Software, all’Open
Science e all’Open Democracy
Come riusciamo a risolvere i problemi che affrontiamo? Al cambiamento
dei problemi, generati da sistemi progressivamente più complessi,
assistiamo all’evoluzione di approcci nuovi. I recenti approcci Open
hanno dimostrato una grande capacità di adattamento a diversi campi e
promettono di abbracciarne di nuovi ancora.
Il blog di David.
May 22
L’intervento di Massimo Menichinelli.
Open Culture -> Open Systems Culture
Il movimento Open Culture ha dimostrato di essere una delle più importanti innovazioni non solo tecnologiche ma anche sociali degli ultimi anni. Diffondendo pratiche aperte e paritarie di produzione e condivisione della conoscenza dall’informatica ad altri contesti e discipline, dimostra la propria validità come approccio ad una società della conoscenza sempre più complessa e interconnessa.
Questo successo è dovuto alla sua capacità di relazionarsi a veri e propri sistemi sociali complessi, facilitandone lo sviluppo nell’affrontare problemi complessi attraverso la propria complessità intrinseca ed auto-organizzazione. Una innovazione sociale quindi che configura ogni progetto/attività/ricerca non come processo orientato ad un singolo risultato finito, ma come la facilitazione di un sistema sociale in grado di elaborare più risultati autonomamente ed in grado di svilupparsi nel tempo.
Il passaggio dal singolo utente alla comunità, dal risultato finito al processo collettivo, rende la Open Culture un approccio promettente per la comprensione, lo sviluppo e la diffusione di una cultura sistemica e della complessità, portando con sé strumenti e pratiche già utilizzabili in molti ambiti. Per capire però come questi possano essere utilizzati, anche in ambito scientifico, bisogna prima comprendere quali cambiamenti e domande l’Open Culture introduca nella sfera dell’economia, dell’organizzazione, del progetto e della ricerca.
Il blog di Massimo.
May 22
Ecco l’intervento di Federico Fasce.
Blogger d’assalto e divulgazione scientifica
Attraverso l’esperienza di “Blogger d’assalto“, evento organizzato
nell’ambito del Festival della Scienza, alcune riflessioni sulla
divulgazione scientifica e sull’uso della rete per comunicare il mondo
della ricerca. Quali sono le opportunità che la rete offre alla
scienza? Cosa ha funzionato e su cosa è necessario ragionare ancora?
Le slides di Kurai:
Il blog di Kurai.
May 22
Questo è l’intervento di Matteo Cantamesse.
Titolo intervento:
Network informali e ricerca scientifica: dogma shifting?
L’integrazione e la condivisione dei processi di ricerca appaiono dientro l’angolo, supportati da soluzioni tecnologiche (dalla moltitudine di applicazioni cscw a sistemi di telepresenza) e da interventi comunitari strutturali. Ma in un contesto multi-approccio, quale la ricerca sulla Presenza, i conflitti ed i confini dei diversi paradigmi e backgropund teorici richiedono una negoziazione continua di definizioni, standard e protocolli. Vedremo come l’interazione tra pubblico, strutture formali e network informali si rifletta sulla ricerca scientifica, a partire dall’esperienza del consorzio PEACH.
Le slides del suo intervento:
Il blog di Matteo.