"Soggetti attivi nella rete si incontrano, in modo nuovo, per riflettere sulle sfide che internet lancia alla divulgazione scientifica, la produzione di conoscenza e l'Open Culture nel mondo accademico."

17 MAGGIO 2008

dalle 9.30 alle 17.00

SCUOLA POLITECNICA DI DESIGN

 

Post nella categoria: ‘Interventi’

Davide Casali

May 08

Il quattordicesimo intervento sarà di Davide Casali aka Folletto Malefico.

Lungo la strada per affermarsi come primate superiore, Davide si laurea in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, un indirizzo di laurea ibrido fra tecnologia informatica e psicologia umana, preparandosi un futuro come robopsicologo, si sa mai che Asimov avesse ragione.
Credendo fermamente nell’importanza della contaminazione interdisciplinare si è formato una professionalità ibrida, passando da un background come programmatore e community manager, ad un presente come Interaction Designer e ricercatore nell’ambito della psicologia sociale applicata in rete.
E’ membro attivo delle commuity di Bzaar.net, importatrice del formato BarCamp in Italia, di Idearium.ORG, una e-zine sull’interaction design e scrive nel tempo libero per Stacktrace.it, aperiodico di resistenza informatica.

Il titolo del suo intervento:

Paralipomeni dell’Oggettivazione Sociale

Secondo Moscovici, quando le persone si devono confrontare con strutture teoriche complesse o con novità, tentano di dare loro un senso trasformando idee astratte in immagini concrete e tentando di incorporare la nuova conoscenza in strutture già familiari.” - Xenia Chryssochoou

La socialità e le reti così create sono il vero vettore di comunicazione dei concetti. Un possibile approccio per capirne le cause a monte è quello di utilizzare una parte della teoria delle rappresentazioni sociali di Moscovici: l’oggettivazione.

Andrea Benassi

May 06

Il tredicesimo intervento sarà di Andrea Benassi.

Andrea ricercatore e sviluppatore all’Agenzia Nazionale per l’Autonomia Scolastica (ex INDIRE) di Firenze. Responsabile del progetto SecondLearning, che ha come obiettivo l’individuazione di nuove metodologie didattiche attraverso l’utilizzo dei mondi virtuali.

Il titolo del suo intervento:

La prigione Gutenberg

Nonostante il diffondersi dei nuovi media, la divulgazione scientifica continua ad essere sostanzialmente mono-mediale, legata a doppio filo alla cultura alfabetica e ai meccanismi del cartaceo.

Leandro Agrò

May 05

Il dodicesimo intervento sarà di Leandro Agrò aka Leeander.

Leandro Interaction Designer, sul web dal ‘95, in questi anni si è occupato di usabilità, prototipazione, gestione di community, eye-tracking, UI emotive, SeconLife, interfacce multimodali e molto altro.

Ha co-fondato: Idearium.ORG & Frontiers of Interaction.

A Marzo 2008, ha fondato la WideTag, Inc. una Company focalizzata sulla Open Internet of Things.

 

Titolo del suo intervento:

Open Approaches

Dagli Spimes al Idearolls!

La Crisi CLimatica ed il TED come spunto ad approcci “social” e “dal basso”. Perchè adesso siamo coscienti che internet è un media sociale, possiamo davvero utilizzarla per scardinare le regole del gioco.

 

Matteo Brunati

May 04

L’undicesimo intervento sarà di Matteo Brunati.

Matteo è laureato in Informatica e da sempre appassionato alle tecnologie e ai media. Studiata la parte tecnica della tecnologia, si accorge di volerne scoprire la parte sociale e di capire meglio le interconnessioni reciproche, vivendole in prima persona. Sempre piu’ consapevole del cambiamento socio-tecnologico in atto, è supporter delle Creative Commons, della Free Software Foundation tramite il Fellowship Program, e di alcune battaglie per la difesa dei diritti digitali, tra cui quella della Net Neutrality.
Fa parte dell’IWA Italy e segue da diversi anni l’andamento e lo sviluppo della visione del Semantic Web e di come l’evoluzione del Web ed un suo utilizzo piu’ maturo possa aiutarci nel gestire la complessita’ del mondo moderno.
Allo stesso tempo inizia ad interessarsi a progetti innovativi che sfruttano le potenzialita’ offerte dalla Rete: a livello pubblicitario nell’iniziativa di Metafora, la non pubblicita’ spinta tra gli altri anche da Apogeo, e ad un progetto nascente inerente la Ricerca e Sviluppo e una migliore gestione del rapporto tra impresa e ricerca, Fullout.
Come lavoro tradizionale si occupa di marketing e di gestione contenuti per una software house italiana del mondo del gestionale d’impresa.

Il titolo del suo intervento:

Uno sguardo alla piattaforma Semantic Mediawiki e alle tecnologie del Semantic Web

Il mondo della Ricerca e Sviluppo, riconducibile sia a quegli enti storici quali Universita’ e strutture affini, sia a tutte quelle presenze private o regionali, facente parte delle tipiche organizzazioni italiane quali i distretti tecnologici, ha avuto negli ultimi anni una crescita davvero notevole, ed una pur notevole frammentazione.

Nella Societa’ della Conoscenza questo mondo gioca un ruolo fondamentale: occorre capire come poterlo inquadrare al meglio e come poterlo facilitare ad entrare nella Societa’ della Conoscenza, consigliando direzioni e fornendo strumenti adeguati.

Tecnologie che abilitano nuovi modi di gestire i dati e di rapportarsi con il Web stesso nelle sue forme future, come il Semantic Web abbinate a piattaforme evolute come il Semantic Mediawiki, possono giocare un ruolo di primo piano nell’avvicinare e nel dare il la’ a tutto questo potenziale istituzionale e non.

Senza un grosso dispendio di energie e di risorse a livello di startup, che sono un classico collo di bottiglia, e senza re-inventare la ruota, si possono applicare delle logiche tipiche dell’intelligenza collettiva che
sta costruendo anche Wikipedia, assieme ad uno strumento tanto versatile quale e’ il Semantic Mediawiki.

Nel contesto del progetto di Fullout, un interessante caso studio dal quale partire verso direzioni inesplorate.

Tommaso Dorigo

May 02

Il decimo intervento sarà di Tommaso Dorigo.

Tommaso ha studiato Fisica a Padova, dove ha conseguito la laurea nel 1995 e il dottorato di ricerca nel 1999. Dopo due anni di post-doc presso Harvard University e’ tornato a Padova con borse di studio, assegni di ricerca, e dal 2005 un posto di Ricercatore INFN. Collabora dal 1992 con l’esperimento CDF al laboratorio Fermilab di Chicago, dove studia interazioni di alta energia fra protoni e antiprotoni, con particolare attenzione alla fisica del quark top e del bosone di Higgs. Dal 2001 Dorigo collabora anche con l’esperimento CMS al CERN di Ginevra, che iniziera’ a prendere dati quest’autunno. A parte la fisica, gli interessi principali di Dorigo sono l’astronomia amatoriale, gli scacchi, e la divulgazione scientifica, che cura attraverso un blog.

Titolo intervento:

Out of the ivory tower - fare divulgazione scientifica con un blog: opportunita’ e limiti

Trattero’ il tentativo che ormai molti ricercatori e scienziati portano avanti di fornire attraverso i blog una informazione scientifica corretta, accessibile a tutti, immediatamente fruibile e “sulla notizia”, partendo dalla mia esperienza personale. Riflettero’ sulle difficolta’, i limiti e le opportunita’ di questo approccio con alcuni aneddoti relativi alla divulgazione di notizie riguardanti il mio campo di ricerca, la fisica delle particelle.

Tommaso, non potendo essere fisicamente all’evento, proporrà un intervento video e cercherà di rendersi disponibile, per rispondere ad alcune domande, in streaming audio-video.

Francesca Valsecchi

Apr 30

Il nono intervento sarà di Francesca Valsecchi.

Francesca è Laureata in Design della Comunicazione presso il Politecnico di Milano, nel percorso formativo orientato ai beni culturali: ha approfondito il valore della comunicazione visiva e delle tecnologie per la comunicazione come risorse strumentali utili ai patrimoni locali e a supporto della gestione dell’informazione e dell’accesso ad essa. Attualmente studente del corso di dottorato in Disegno Industriale e Comunicazione Multimediale del Politecnico di Milano sta sviluppando una tesi sul valore delle relazioni di scambio della conoscenza e degli strumenti che le facilitano nei processi di tipo creativo. Nell’attività di ricerca che conduce si occupa di tecnologie della comunicazione e dei processi di organizzazione e partecipazione comunitaria ad esse relazionati.
Questo percorso intreccia il lavoro accademico con l’esperienza personale di attivismo sul fronte dei diritti digitali e delle tecnologie libere; questo l’ha portata negli anni ad approfondire l’esperienza di comunità tramite percorsi di studio e la pratica di alcuni progetti indipendenti in rete, orientati ad una riflessione critica e radicale su saperi e tecnologie. Partecipa al progetto Ippolita (server di progettazione e servizi di scrittura collettiva ).
Presso il Politecnico di Milano è Cultore della Materia al laboratorio di sintesi finale Density (comunicazione visiva e information visualization per i sistemi complessi), al corso semestrale Materiali e tecnologie ICT per il design, e al laboratorio di sintesi finale servizi digitali e reti collaborative. Docente al Naba del modulo semestrale “Tecniche e pratiche della comunicazione indipendente”, all’intero del corso Metodologia progettuale 3 Scuola di Media Design.
Studio, sogna e si avvicina all’Asia e al cinese, che studia da tre anni.

Il titolo dell’Intervento:

Condivisione della conoscenza come competenza progettuale

Un indagine nel mondo del design, alla ricerca di pratiche e risorse di conoscenza bottom-up.

… e se la creatività diffusa che emerge con gli strumenti di scambio in rete fosse utile anche nella creatività professionale? ” con questa domanda è iniziata la mia ricerca.
Da designer, mi sono interrogata sui bisogni e i processi conoscitivi tipici della mia disciplina, creativa, naturalmente cooperativa, e profondamente legata alla conoscenza tacita e alle forme più relazionali e sociali di “sapere”. Da tecnofila hacker ho cercato di capire come il modello di conoscenza della rete e gli strumenti che lo supportano possano trovare un ruolo nelle attività quotidiane di accesso ed elaborazione della conoscenza, creando spazi ibridi per il sapere.
Segue la presentazione dell’indagine etnografica in corso in una serie di contesti di design, studi di progetto e aziende per scoprire le risorse condivise dei designer, i processi di lavoro aperti, cosa studiano, come catturano e valorizzano l’esperienza nel tempo. Qui nasce la domanda tecnologica: come e perchè sviluppare strumenti ICT a supporto di questi processi conoscitivi? dietro la quale c’è una domanda più generale: cosa c’entra la rete con il nostro quotidiano?

Paolo Guglielmoni

Apr 29

L’ottavo intervento sarà di Paolo Guglielmoni.

Paolo dopo la laurea in filosofia presso l’Università Cattolica di Milano diventa Scholar in Philosophy presso l’Università di York e soprattutto presso l’Università di Cambridge. Nel dipartimento di filosofia del King’s College vede come oltremanica coniugano internet e cultura. È il colpo di fulmine. Tornato in Italia decide di entrare nel reparto creativo di Leo Burnett Italia, dove tuttora sono ricoverato con la diagnosi di Creative Supervisor. Si dà al multitasking intellettuale: lavora in Leo Burnett Londra, a Los Angeles, a Berlino, a CapeTown. Pubblica introduzioni a opere filosofiche per Bompiani e saggi su tematiche underground, poi scrive un cortometraggio per SkyCinemaAutore e si mette a studiare e praticare Yoga. Mai domo, nel mentre che pratica, come dice lui “il suo sport preferito, l’insoddisfazione” incontra Gloria, sua moglie e madre di suo figlio Gioele.

Titolo dell’intervento:

La Cultura come virus

Il virus agisce con la dinamica del contagio.
Il marketing ne ha preso spunto per battezzare “virale” quel singolare passa parola che si crea di fronte ad un’idea potente.
Del viral marketing la divulgazione culturale e la cosiddetta “accademia” hanno solo cambiato il nome, mutandolo in “meme”, sulla scorta di Richard Dawkins.
Quello che auspico è che la cultura accademica, oltre al nome, ne assimili pure la dinamica di funzionamento e le tecniche.
In fondo, la cultura non è del tutto estranea al marketing.
Secoli fa, la Chiesa cattolica, senza sapere che si chiamasse così, inventò il marketing: utilizzò dinamiche e tecniche di “Brand Image” (basti pensare all’arte sacra medievale e della Controriforma) per rendere più efficace la propria opera di evangelizzazione.
Più recentemente, in California, Sheila Clover della Circle of Seven Productions ha coniato il termine “Book Trailer”: in pratica ha applicato il meccanismo del trailer cinematografico al mercato editoriale, con ottimi risultati. In Italia il book trailer ha attecchito, e alcuni editori già lo utilizzano su youtube. Il contagio è in atto?

Paolo Massa

Apr 28

Il settimo intervento sarà di Paolo Massa.

Paolo Massa e’ ricercatore presso l’Istituto Ricerca Scientifica e Tecnologica della Fondazione Bruno Kessler di Trento. Ha da poco conseguito il titolo di dottore di ricerca in Information and Communication Technologies con una tesi su “Trust-aware Recommender Systems”. Attualmente fa parte di un gruppo di ricerca sui temi del social networking (SoNet), il cui primo obiettivo e’ quello di introdurre strumenti Web2.0 all’interno del suo istituto di ricerca (~380 persone) per poi muoversi verso altri mirabolanti
traguardi (?!?).

Titolo intervento:

Quanto e’ felice un ricercatore di conoscere l’esistenza di Yet Another Social Network?

Dopo aver brevemente delineato cosa fa un ricercatore durante una giornata tipo, mi soffermero’ sull’analisi del perche’ la partecipazione in un social network scientifico (ad oggi e per la maggior parte dei ricercatori) non rientra tra le attivita’ percepite come prioritarie e quindi del perche’ un campo come la ricerca scientifica e la creazione di nuova conoscenza sia cosi’ impermeabile a strumenti che sembrerebbero fatti apposta per questo contesto. Seguira’ una rassegna dei principali social network scientifici del momento e dei loro pregi e difetti dal punto di vista di un ricercatore.
Concludero’ la presentazione con alcuni spunti sui modi in cui questo scenario andra’ a cambiare in futuro e su come possa essere possibile coinvolgere ricercatori in un eventuale nuovo e fantasmagorico servizio di social networking.

Federico Bo

Apr 26

Il sesto intervento sarà di Federico Bo.

Federico è un ingegnere informatico. Esploratore della conoscenza, ama le contaminazioni interdisciplinari e gli ibridi scientifico-umanistici. Attualmente indaga sulle tecnologie, le filosofie e le dinamiche del Web 2.0.

Titolo dell’intervento:

Ipotesi per un’Università 2.0

E’ possibile utilizzare realmente ed in maniera intelligente  gli strumenti del Web 2.0 (blog, wiki, pod/videocasting, RSS, social networking) all’interno del mondo universitario?

Bonaria Biancu

Apr 24

Il quinto intervento sarà di Bonaria Biancu.

Dopo la laurea in filosofia, si è formata professionalmente in agenzie di Web design e in aziende di ambito editoriale. Dal 2003 lavora nelle biblioteche, occupandosi di tecnologie Web, risorse elettroniche, archivi aperti. La sue attuali mansioni, nella Biblioteca dell’Università di Milano-Bicocca, sono legate alla gestione delle risorse elettroniche e della presenza online della Biblioteca.
Nel febbraio 2006 crea “The Geek Librarian”, un blog di argomenti biblioteconomici e tecnologici, punto di incontro di bibliotecari, informatici, ricercatori, giornalisti e semplici appassionati.
Tiene corsi su Web 2.0, Library 2.0 e metadati per le risorse digitali e ha partecipato a numerosi convegni e seminari. Collabora con la rivista “Pc Professionale”, dove pubblica articoli su tematiche 2.0.

Titolo dell’intervento:

L’accesso aperto e le Università

Come restituire impatto e visibilità alla ricerca scientifica facendo al contempo risparmiare soldi alle istituzioni pubbliche.

L’Open Access è un movimento internazionale volto a favorire l’accesso aperto ai prodotti della ricerca scientifica (articoli, saggi, pre-print e post-print, rapporti, tesi di dottorato etc.) attraverso la costituzione di depositi istituzionali e disciplinari. Basato su solidi protocolli tecnici improntati all’interoperabilità e al riutilizzo delle informazioni, l’Open Access si impone come uno dei temi più importanti del dibattito scientifico, capace di incidere profondamente a livello politico, culturale e sociale. Sulla scia della Dichiarazione di Berlino (cui è seguita, nel nostro Paese, quella di Messina) anche le università italiane hanno cominciato a creare archivi aperti finalizzati a raccogliere la produzione intellettuale dei docenti e dei ricercatori da esse finanziati. In generale, però, l’accesso aperto non gode ancora di piena affermazione e vi è pertanto bisogno di una forte presa di coscienza degli autori e degli enti finanziatori affinché l’impatto dei prodotti della ricerca non venga limitato da logiche che nulla hanno a che fare con la produzione scientifica e l’arricchimento della conoscenza.