"Soggetti attivi nella rete si incontrano, in modo nuovo, per riflettere sulle sfide che internet lancia alla divulgazione scientifica, la produzione di conoscenza e l'Open Culture nel mondo accademico."

17 MAGGIO 2008

dalle 9.30 alle 17.00

SCUOLA POLITECNICA DI DESIGN

 

Post nella categoria: ‘Interventi’

Paolo Guglielmoni a Sci(bzaar)net

May 26

L’intervento di Paolo Guglielmoni.

 

La Cultura come virus

Il virus agisce con la dinamica del contagio.
Il marketing ne ha preso spunto per battezzare “virale” quel singolare passa parola che si crea di fronte ad un’idea potente.
Del viral marketing la divulgazione culturale e la cosiddetta “accademia” hanno solo cambiato il nome, mutandolo in “meme”, sulla scorta di Richard Dawkins.
Quello che auspico è che la cultura accademica, oltre al nome, ne assimili pure la dinamica di funzionamento e le tecniche.
In fondo, la cultura non è del tutto estranea al marketing.
Secoli fa, la Chiesa cattolica, senza sapere che si chiamasse così, inventò il marketing: utilizzò dinamiche e tecniche di “Brand Image” (basti pensare all’arte sacra medievale e della Controriforma) per rendere più efficace la propria opera di evangelizzazione.
Più recentemente, in California, Sheila Clover della Circle of Seven Productions ha coniato il termine “Book Trailer”: in pratica ha applicato il meccanismo del trailer cinematografico al mercato editoriale, con ottimi risultati. In Italia il book trailer ha attecchito, e alcuni editori già lo utilizzano su youtube. Il contagio è in atto?
 
Il blog di Paolo.

Paolo Massa a Sci(bzaar)net

May 26

Intervento di Paolo Massa.

 

 
Quanto e’ felice un ricercatore di conoscere l’esistenza di Yet Another Social Network?

Dopo aver brevemente delineato cosa fa un ricercatore durante una giornata tipo, mi soffermero’ sull’analisi del perche’ la partecipazione in un social network scientifico (ad oggi e per la maggior parte dei ricercatori) non rientra tra le attivita’ percepite come prioritarie e quindi del perche’ un campo come la ricerca scientifica e la creazione di nuova conoscenza sia cosi’ impermeabile a strumenti che sembrerebbero fatti apposta per questo contesto. Seguira’ una rassegna dei principali social network scientifici del momento e dei loro pregi e difetti dal punto di vista di un ricercatore.
Concludero’ la presentazione con alcuni spunti sui modi in cui questo scenario andra’ a cambiare in futuro e su come possa essere possibile coinvolgere ricercatori in un eventuale nuovo e fantasmagorico servizio di social networking.

Il blog di Paolo.

Federico Bo a Sci(bzaar)net

May 26

L’intervento di Federico Bo.

 
 

 

Ipotesi per un’Università 2.0

E’ possibile utilizzare realmente ed in maniera intelligente  gli strumenti del Web 2.0 (blog, wiki, pod/videocasting, RSS, social networking) all’interno del mondo universitario?

Il blog di Federico

Bonaria Biancu a Sci(bzaar)net

May 22

L’intervento di Bonaria Biancu.

 

L’accesso aperto e le Università

Come restituire impatto e visibilità alla ricerca scientifica facendo al contempo risparmiare soldi alle istituzioni pubbliche.

L’Open Access è un movimento internazionale volto a favorire l’accesso aperto ai prodotti della ricerca scientifica (articoli, saggi, pre-print e post-print, rapporti, tesi di dottorato etc.) attraverso la costituzione di depositi istituzionali e disciplinari. Basato su solidi protocolli tecnici improntati all’interoperabilità e al riutilizzo delle informazioni, l’Open Access si impone come uno dei temi più importanti del dibattito scientifico, capace di incidere profondamente a livello politico, culturale e sociale. Sulla scia della Dichiarazione di Berlino (cui è seguita, nel nostro Paese, quella di Messina) anche le università italiane hanno cominciato a creare archivi aperti finalizzati a raccogliere la produzione intellettuale dei docenti e dei ricercatori da esse finanziati. In generale, però, l’accesso aperto non gode ancora di piena affermazione e vi è pertanto bisogno di una forte presa di coscienza degli autori e degli enti finanziatori affinché l’impatto dei prodotti della ricerca non venga limitato da logiche che nulla hanno a che fare con la produzione scientifica e l’arricchimento della conoscenza.

Il blog di Bonaria.

David Orban a Sci(bzaar)net

May 22

L’intervento di David Orban.

Quale diffusione ai sistemi aperti? Dall’Open Software, all’Open
Science e all’Open Democracy

Come riusciamo a risolvere i problemi che affrontiamo? Al cambiamento
dei problemi, generati da sistemi progressivamente più complessi,
assistiamo all’evoluzione di approcci nuovi. I recenti approcci Open
hanno dimostrato una grande capacità di adattamento a diversi campi e
promettono di abbracciarne di nuovi ancora.

Il blog di David.

Massimo Menichinelli a Sci(bzaar)net

May 22

L’intervento di Massimo Menichinelli.

 

Open Culture -> Open Systems Culture

Il movimento Open Culture ha dimostrato di essere una delle più importanti innovazioni non solo tecnologiche ma anche sociali degli ultimi anni. Diffondendo pratiche aperte e paritarie di produzione e condivisione della conoscenza dall’informatica ad altri contesti e discipline, dimostra la propria validità come approccio ad una società della conoscenza sempre più complessa e interconnessa.
Questo successo è dovuto alla sua capacità di relazionarsi a veri e propri sistemi sociali complessi, facilitandone lo sviluppo nell’affrontare problemi complessi attraverso la propria complessità intrinseca ed auto-organizzazione. Una innovazione sociale quindi che configura ogni progetto/attività/ricerca non come processo orientato ad un singolo risultato finito, ma come la facilitazione di un sistema sociale in grado di elaborare più risultati autonomamente ed in grado di svilupparsi nel tempo.
Il passaggio dal singolo utente alla comunità, dal risultato finito al processo collettivo, rende la Open Culture un approccio promettente per la comprensione, lo sviluppo e la diffusione di una cultura sistemica e della complessità, portando con sé strumenti e pratiche già utilizzabili in molti ambiti. Per capire però come questi possano essere utilizzati, anche in ambito scientifico, bisogna prima comprendere quali cambiamenti e domande l’Open Culture introduca nella sfera dell’economia, dell’organizzazione, del progetto e della ricerca.

Il blog di Massimo.

Federico Fasce a Sci(bzaar)net

May 22

Ecco l’intervento di Federico Fasce.

Blogger d’assalto e divulgazione scientifica

Attraverso l’esperienza di “Blogger d’assalto“, evento organizzato
nell’ambito del Festival della Scienza, alcune riflessioni sulla
divulgazione scientifica e sull’uso della rete per comunicare il mondo
della ricerca. Quali sono le opportunità che la rete offre alla
scienza? Cosa ha funzionato e su cosa è necessario ragionare ancora?

Le slides di Kurai:

Il blog di Kurai.

Matteo Cantamesse a Sci(bzaar)net

May 22

Questo è l’intervento di Matteo Cantamesse.

 

Titolo intervento:
Network informali e ricerca scientifica: dogma shifting?

L’integrazione e la condivisione dei processi di ricerca appaiono dientro l’angolo, supportati da soluzioni tecnologiche (dalla moltitudine di applicazioni cscw a sistemi di telepresenza) e da interventi comunitari strutturali. Ma in un contesto multi-approccio, quale la ricerca sulla Presenza, i conflitti ed i confini dei diversi paradigmi e backgropund teorici richiedono una negoziazione continua di definizioni, standard e protocolli. Vedremo come l’interazione tra pubblico, strutture formali e network informali si rifletta sulla ricerca scientifica, a partire dall’esperienza del consorzio PEACH.

Le slides del suo intervento:

Il blog di Matteo.

Interventi e Speakers

May 10

In questi giorni ho introdotto, uno dopo l’altro, i 15 Speakers e i loro interventi. L’evento si avvicina, diamo un veloce sguardo riassuntivo alle persone, ai temi e competenze coinvolte nei 15 interventi.

  1. Matteo Cantamesse: Network informali e ricerca scientifica: dogma shifting?
  2. Federico Fasce: Blogger d’assalto e divulgazione scientifica
  3. Massimo Menichinelli: Open Culture -> Open Systems Culture
  4. David Orban: Quale diffusione ai sistemi aperti? Dall’Open Software, all’Open Science e all’Open Democracy
  5. Bonaria Biancu: L’accesso aperto e le Università
  6. Federico Bo: Ipotesi per un’Università 2.0
  7. Paolo Massa: Quanto e’ felice un ricercatore di conoscere l’esistenza di Yet Another Social Network?
  8. Paolo Guglielmoni: La Cultura come virus
  9. Francesca Valsecchi: Condivisione della conoscenza come competenza progettuale
  10. Tommaso Dorigo: Out of the ivory tower - fare divulgazione scientifica con un blog: opportunita’ e limiti
  11. Matteo Brunati: Uno sguardo alla piattaforma Semantic Mediawiki e alle tecnologie del Semantic Web
  12. Leandro Agrò: Open Approaches
  13. Andrea Benassi: La prigione di Gutenberg
  14. Davide Casali: Paralipomeni dell’Oggettivazione Sociale
  15. Luca Comello: Leonardo Emergente

Gli speakers sono ricercatori, psicologi, blogger, desiger, interaction designer, fisici, divulgatori, imprenditori, filosofi, project manager, copywriter, ingegneri, esperti del Web e informatici.

Ciascuno dal suo punto di vista con il suo carico di esperienze e competenze darà un contributo ai 3 temi.

Si parlerà di networking, di collaborazione, di blogger scientifici, di comunicazione e divulgazione, di Open Culture, di applicazioni Web, di Web 2.0, di nuove forme di business, delle logiche bottom-up, di intelligenza distribuita, di knowledge management diffuso, di nuovi media, di nuove culture organizzative, di nuovi scenari nel mondo accademico, di nuove competenze e vecchie professioni, di scientific networks, di Società della Conoscenza, di Economia della Conoscenza, di meme, di nuova competenza progettuale, di semantic Web, dell’impatto sociale e culturale della rete, delle nuove forme di didattica, di comunicazione efficacie in rete e della Sfida della Complessità.

Luca Comello

May 09

Il quindicesimo ed ultimo intervento sarà di Luca Comello.

Luca è project manager, si occupa di progetti organizzativi e di sviluppo nuovi prodotti. Si interessa particolarmente al tema dell’applicazione della teoria della complessità al management, su cui ha lavorato in programmi di ricerca europei del Laboratorio di Ingegneria Gestionale dell’Università di Udine. Insieme al prof. De Toni ho pubblicato due monografie sull’argomento: “Prede o ragni. Uomini e organizzazioni nella ragnatela della complessità” (2005) e “Viaggio nella complessità” (2007).

Il titolo del suo intervento:

Leonardo emergente

Alla ricerca di un nuovo Leonardo, ovvero del mito dell’onniscienza. Quel Leonardo padroneggia le discipline, pensa, mette in pratica, realizza, industrializza. Quel Leonardo possiede tutte le risorse, è il vertice della piramide, è il grande capitano d’industria che fa le fortune di un’azienda. Approccio top-down. Ma oggi il ritmo si è fatto serrato come un torrente vorticoso e quel Leonardo non esiste più. Il nuovo Leonardo emerge dal basso, integrando i contributi di conoscenza di nodi anche molto distanti tra di loro. Questo Leonardo non è uno. Questo Leonardo è distribuito, è disperso, è molti.

Luca, non potendo essere fisicamente all’evento, proporrà un intervento video e cercherà di rendersi disponibile, per rispondere ad alcune domande, in streaming audio-video.